Strawberry Blogs Forever®

lunedì, 11 febbraio 2008

Memo ( quando il cervello va in pappa).


I reati senza offesa ai beni giuridici.

Siccome io sono un po’ tardo sulle nozioni, mi appunto qui un esempio pratico su una tematica dell’esame che sto affrontando, e in particolare tratterò dei reati senza offesa ai beni giuridici e ancor più radiograficamente dei reati di pericolo concreto (legittimi) e di quelli di pericolo astratto (sui quali versa un tremebondo dubbio di legittimità costituzionale).

Per chi fosse profano in materia chiariamo subito che i reati di pericolo concreto sono quei reati che hanno bisogno di un accertamento da parte del giudice, attraverso una prognosi ex ante. Mentre per  quelli di pericolo astratto non ce n’è bisogno, visto che il legislatore (che non ha uno stracazzo da fare nella vita) classifica una classe di comportamenti tali che possano creare un pericolo di lesione al bene (e qui c’è il dubbio di legittimità costituzionale, perché questi ultimi cozzano col principio di offensività come una fetta di mortadella potrebbe cozzare in un Manhattan).

Ma faccio un esempio pratico.

Siamo alle soglie del duemila. Il sagace signor Epislazulo, un simpatico automobilista, non si ferma al semaforo rosso di un incrocio. Non ci chiederemo se il nostro sgargiante eroe fosse lì in cerca di meretrici o semplicemente perché stava facendo un giro per provare i nuovi subwoofer regalatigli da Irmenio, un suo amico elettrauto.

Se ragionassimo in tema di pericolo concreto, il giudice ( che simpaticamente chiameremo Deustenio Albenghi) dovrà, nella sua prognosi ex ante, calarsi [nevvero] al momento in cui è stato commesso l’ illecito del codice stradale. E quindi dovrà accertare se vi siano stati pedoni che in quel momento sopraggiungevano ( tipo una parata commemorativa del Ku Klux Clan) autorizzati dal verde del semaforo pedonale (vallo a dire a un pedone daltonico), se altri veicoli sopraggiungevano (tipo Martin McFly con la sua De Lorean, che stava sempre OVUNQUE E IN TUTTE LE ERE), e se vi siano state effettivamente delle lesioni a utenti della strada rispettosi dei segnali. Se il giudice Albenghi non rileverà nulla di tutto questo, allora il reato non si configurerà.

Se invece ragionassimo in tema di pericolo astratto, il giudice potrà liberamente spipparsi sotto la toga, visto che il legislatore ha già classificato un comportamento simile (l’attraversamento col rosso del signor Epislazulo) come reato.

Resta solo da capire se la frantumazione delle mie palle è costituzionalmente legittimo. E soprattutto se le palle siano un bene giuridico da tutelare.

 

Adesso i miei neuroni possono riposare in pace. Amen.   


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I' m talkin' about: sputtanamenti
venerdì, 08 febbraio 2008

La Strawberry Blogs Forever® production è lieta di presentare:
Nevermind The Catens!!!
Sottotitolo: Forwdardami 'sta ceppa.

Sono le due del pomeriggio. Ti colleghi alla tua casella postale per vedere che novità ci sono (tipo se ti ha scritto Svatleria, la nota ballerina di lap dance ucraina con la quale stai avendo una fitta conversazione e che un giorno sposerai per interesse)…quando, mentre bevi il tuo caffè, qualcosa ti fa sussultare.

FW.

Questa è la sigla del Male. Una catena di Sant’ Antonio. La seccia* è dietro l’angolo.

Cominci a sudare freddo, posi mooolto lentamente la tazzina del caffè, aspettando un segnale d’ azione, cercando di mettere assieme le idee. Se la leggi sei spacciato, alla fine della mail millemila e dodici maledizioni si abbatterano su di te se non invierai ad almeno mezzo emisfero terrestre il prezioso contenuto che deve essere condiviso. Se non la leggi sei spacciato lo stesso. L’ autore della mail/catena, quasi sempre presente nel tuo elenco contatti ti aprirà una finestra su msn pronunciando le seguenti parole: ” MA NON HAI LETTO LA MAIL”!??!?!??

Questa è una società catenacciara, e il Trap ne andrebbe fiero.

Ma tralasciando per un momento il carattere postumo della lettura o non lettura, orsùdddunque cominciamo con l’ analizzare le tipologie di catene che ci si parano davanti:

Episodio #1: La Morte di Msn.

Tom e Jerry, I NOTI DIRETTORI DI MSN, hanno deciso che msn deve chiudere perché c’è troppa gente (un po’ come all’ora di punta sulla metro di Milano), e quindi si prodigano dai loro uffici di fantasilandia a rompere le palle A TE, provvedendo ad avvisarti di cambiare account o di mandare questa mail al mezzo emisfero di cui sopra, per riuscire ad essere presente su una sorta di presunta “lista” che ti premetterà di usufruire ancora della nota chat. Insomma non proprio il primo della lista, ma neanche l’ ultimo degli stronzi.

Episodio #2: Il Virus.

Quante volte vi sarà capitato di aprire una mail FWardosa e di leggere: “NON ACCETTARE PROSOCOPIO@HOTMAIL.COM, E’ UN VIRUS”!!!!!!!!!!!!!

Non c’è proprio nessun virus. Chiunque con il bagaglio tecnico della Scuola Radio Elettra sa che i virus non si propagano con contatti di msn, bensì con programmi creati ad hoc e contenuti in mail o in siti/specchietto (il pishing, con buona pace dell’ Associazione medici Urologi italiana). Quindi sappiate che Prosocopio potrebbe essere un vostro potenziale miglior amico, fatene buon uso e aggiungetelo alla vostra lista, se ve lo chiede.

Episodio  #3: Il Test.

Non avendo un cazzo da fare, i creatori di catene, rinchiusi nei loro uffici di creatori di catene (accanto a quello di Tom & Jerry featuring Provolino), decidono che è arrivato il momento di sapere qualcosina su di te. Tipo se hai le ascelle pezzate o fai la prova conchetta per l’ alito ogni volta che esci con una ragazza.

In men che non si dica ti ritroverai un mega-test davanti ai tuoi occhi, realizzato con 475655857686968464543554 domande tra cui anche quelle di cultura Austro-Ungherese pre settecentesca, alle quali DOVRAI rispondere, per non fare la solita figura dell’ asociale.

Episodio #4: La Bambina Leucemica. Con Poesia Glitterata annessa.

Un moto di commozione ha accompagnato l’ invio di questa mielosa catena a favore di una non meglio identificata bambina leucemica, quasi sempre dal nome dolce e tenero (tipo Katy o Sue Ellen). Il tuo compito è quello di..si insomma è una grossa responsabilità…insomma di…cioè no..alla fine…uhm.

Oh, non ho mai capito che cazzo ci devo fare con cose come queste. Che mano posso dare? Non ho una clinica privata, non sono un gastro enterologo, da piccolo non giocavo manco all’ allegro chirurgo, cazzo!

Segue poesia strappalacrime RIGOROSAMENTE SCRITTA IN ROSA E CON NON MEGLIO SPECIFICATI GLITTERS.

Episodio #5: “mia moglie comprò delle mutande e disse le metterò in un occasione speciale...poi morì. Ora io mi godo la vita e sono buono con tutti “.

E' chiaro a tutti che il marito portava peste.

Insomma cari creatori di catene, non prendetevela se persone di buon senso non rispondono appena leggono “FW” nell’ oggetto della mail, non torturate l’ anima a chi cerca di passare gli ultimi minuti di relax in giro per la Rete, non malediteci con ogni sorta di pestilenza se non inviamo il testo della mail, insomma, forwardatemi 'sta ceppa!

P.s.  Se non invierai questo post ad almeno 25 persone con soglia di sbarramento al 5% col proporzionale alla tedesca sarai colto da pus esagitato per sette anni di seguito, non troverai l’ amore o meglio lo troverai nella tua vicina di casa baffuta e puzzerai. Molto. 

*Seccia = sét-cià. Malaugurio, grave anatema lanciato da un individuo verso uno o più individui.


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I' m talkin' about: sputtanamenti
mercoledì, 16 gennaio 2008

Pato, ti Schifo.


Si, io ti schifo, Pato. Con la “sc”.

E non perché sia interista e tu milanista.

Ti schifo perché guadagni più tu a 18 anni che io in 35 anni di servizio con tutti i contributi. Che peraltro manco li devo cominciare, i 35 anni di servizio, visto che gli unici servizi che faccio sono quelli tipo “vai a prendere il pane”, tra una sessione di studio e un’ altra.

Ti schifo a morte perché in due settimane hai conosciuto una bonazza che fa le telenovelas  brasiliane, le hai offerto ognibbendiddio e un altro po’ te la sposi. Mentre io ho dovuto farmi l’ account su maispeis.

Inutilmente.

Ti schifo, perché DOPO AVER FATTO UN GOL A SAN SIRO ( gol bellissimo e figlio della tua freschezza atletica da diciottenne brufoloso) le hai dedicato il gesto sportivo, guardandola con la tua vista da diciottenne lucida e perfetta, mentre lei era seduta in tribuna accarezzando il diamante/cocciolone che le hai regalato per il vostro undicesimo non – anniversario, mentre mimavi ( e lo facevi pure male!) il gesto del cuore con le due mani incrociate. Pareva più na patana, Pato. Io, Pato, non ho mai saputo giocare a pallone. Alle medie quando dovevano fare le squadre durante l’ ora di educazione fisica per andare a scorticarsi sul campo fatto di cemento armato, io ero scelto sempre per ultimo e solo, in un angolo, cantavo F. De Gregori mentre gli altri giocavano.

Ti schifo e ti odio perché hai occupato tre quarti e una ntecchia di tutte le trasmissioni sportive della domenica, ovvero il mio sonnifero ideale, con Mosca che si lubrificava la sciarpa osannandoti, Mughini in preda a crisi spastiche (anche se questo è abbastanza normale) e con Teo Teocoli che tentava di leccarti le chiappe da diciottenne (sode e ben proporzionate, peraltro) via collegamento. Io una volta sono stato intervistato, Pato. Per telefono. Era l’ operatore della telecom che voleva sapere se eravamo soddisfatti dei servizi offertici da Tronchetti Provera. Aggiungo che ho le piaghe da decubito al culo, visto che o studio, o sto davanti al pc, o suono la batteria, ossia lo strumento per antonomasia per quanto riguarda le piaghe da decubito al culo.

Ti schifo perché quando sei venuto a Milano, con volo pagato dalla società, hai subito trovato un lussuoso appartamento al centro, passeggi a via Montenapoleone mettendo mano alla Visa da diciottenne, e magari tieni un parco videogiochi che farebbe invidia al figlio di Shigeru Miyamoto. Io vivo da solo in mansarda, Pato, sono andato qualche volta in aereo prenotando il volo mesi prima, a volte con paracadute sotto il sedile escluso, se devo comprare un maglione mi devo sorbire l’ urlo cosmico di migliaia di casalinghe inviperite per i saldi in uno dei 585684595 centri commerciali che ci sono nella mia zona (tutti BRUTTISSIMI, Pato), e non ti dico che devo fare per procurarmi un gioco, altrimenti mi citofona la finanza fuori casa nel momento in cui finisco questo post.

Insomma, Pato, giovane ragazzo brasiliano, io ti Schifo, che tu possa diventare amico di Fabrizio Corona, così fai la fine di Adriano e ti perdiamo definitivamente.      


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I' m talkin' about: sputtanamenti, interismi e calcio
giovedì, 03 gennaio 2008

Prosopopea di Amilcare Dentino


Amilcare Dentino era un uomo dabbene. Prima di morire spiaccicato per mano (o sarebbe meglio dire “per ruota”) di una Mini Minor.

Pesava pressappoco una cinquantina di chili scarsi su un metro e sessantatrè, metteva la cravatta ogni giorno e curava sempre il suo aspetto, da bravo uomo normale.

Era sposato a una donna grassa e sporca, che lo circuiva continuamente vessandolo e ricoprendolo di incarichi che andavano oltre il suo senso di responsabilità grande quanto una nocciolina, ma nonostante tutto la amava, avendo vissuto con lei sin da giovane, quando si trasferì nel suo stesso condominio, vivendo una storia d’ amore che sapeva di caffè bruciacchiati e parole non dette, di modi socialmente ben visti e da paure laceranti cullate su un lettino da cameretta per bambini cresciuti male.

Amilcare Dentino si laureò a 24 anni in Giurisprudenza, con 110 e lode e grosse pacche sulle spalle. Il giorno della sua laurea grassi sorrisi lo circondavano, e tutti erano felici. Felici di essere felici per il nostro Amilcare, il quale vomitava in bagno proprio al momento delle foto.  Alla festa di laurea furono generati nel bagno del ristorante molti amici del futuro figlio di Amilcare, il quale a sua volta fu generato sul sedile posteriore di una vecchia Fiat Duna.

Una vecchia passione del Nostro era collezionare involucri di protezione per strumenti d’ alta tecnologia. Comprava portatili e palmari, per poi conservarne con cura il cellophane protettivo, stando attento a non graffiarlo né a macchiarlo. Collezionava protezioni di oggetti di comunicazione, gettando via il verbo e conservando il velo che lo barricava. Egli detestava esser preso in giro dai suoi colleghi, impiegati di una segreteria universitaria (già, perché la laurea gli schiuse le porte dei concorsi pubblici) che lo issarono a mascotte dell’ ufficio. Li detestava così tanto che dalla sua postazione pc  apriva il Paint e cominciava a disegnare assurdi ghirigori in viola, premendo sul tasto del mouse con tutta la forza che aveva nel suo corpicino da unmetroesessantatrè.

Amilcare, dopotutto, viveva una vita normale e ben stirata. Fino a quel maledetto giorno della Mini, che lo investì in pieno centro, mentre si apprestava ad entrare da Expert, per prendere l’ ennesimo portatile di ultima generazione e gettarlo via. Dopo i funerali, brevi e con pochi affetti, Amilcare passò il resto della sua esistenza ultraterrena ad apparire in sogno ai suoi conoscenti, spiegando loro quanto gli mancassero e parlando del più e del meno, vivendo una stirata e normale vita ultraterrena che sapeva di naftalina.

Fu così che ebbe inizio la prosopopea di Amilcare Dentino.


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I' m talkin' about: silly tales
martedì, 18 dicembre 2007

il Culo della bottiglia.



Se il 2007 fosse un bancone da bar, io sarei il solito vecchio amico dell’ orario di chiusura, seduto sullo sgabello con l’ aria trasandata che pensa alle sue ultime avventure.

Se il 2007 fosse una bottiglia di whisky, io ci guarderei il culo, ci guarderei. Col viso deformato dal vetro e tutto il resto.

Se il 2007 fosse un assegno, sarebbe non trasferibile e senza il mio nome sopra, sicuro.

Se il 2007 fosse una puttana, sarebbe di quelle brutte e col trucco sfatto, col mascara che picchia sulla pelle rugosa, che mi sorride mostrando le fessure dei denti.

Se il 2007 fosse una giostra, io avrei fatto tutti i giri, come i bambini, e avrei fatto anche quello di stramacchio, nascondendomi nella carrozza a forma di zucca.

Se il 2007 fosse un evidenziatore usato per rileggere paragrafi, capitoli e note di due esami andati male a dicembre, sarebbe un evidenziatore consumato, di quelli che hanno fatto, nonostante tutto, il proprio lavoro e i dovuti tentativi.

Se il 2007 fosse una sigaretta, nuocerebbe gravemente alla salute.

Se il 2007 fosse una cartolina, sarebbe una di quelle sfatte e senza francobollo, senza racconto amèno dietro e senza “saluti & baci”.

Se il 2007 fosse un paio di occhi, sarebbero stanchi e con le occhiaie.

Se il 2007 fosse un libro, sarebbe “On the Road” di Kerouac. Letto in pieno Agosto alle rive del Po.

Se il 2007 fosse un bambino, sarebbe il sorriso incoraggiante di un nipote di sei anni che ha badato a te per tre mesi tre.

Se il 2007 fosse una coppia di amici, sarebbero di quelli coi quali puoi condividerci anche delle rapine.

Se il 2007 fosse un organo del corpo, sarebbe un malleolo duro a morire.

Se il 2007 fosse un amore, sarebbe un amante non corrisposto e dall’ orgoglio piegato.

Se il 2007 fosse un blog, sarebbe questo qua.

Se il 2007 fosse un genitore, avrebbe il volto provato ma ancora pieno di speranze, con uno sguardo di quelli che ti comprenderebbe per i tuoi sforzi.

Se il 2007 fosse un giocattolo, sarebbe un’ altalena di legno non autorizzato dalla CEE.

Se il 2007 fosse una canzone, sarebbe sicuramente Christmas Card From a Hooker in Minneapolis, di Tom Waits.

Se il 2007 sarebbe un pensiero confortante, sarebbe il desiderio di vivere un 2008 degno di questo nome, e senza sbagliare un congiuntivo.

Cameriere, un altro, e lascia qui la bottiglia.

 

update: aprite a pag. 56 del libro ragazzi, capitolo lennon81.


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I' m talkin' about: sputtanamenti, silly tales, hellogoodbye
lunedì, 10 dicembre 2007

Fenomenologia della tetta.


più morbida di un mars ad agosto, più turgida di un gran nocciolato Paluani essiccato, la tetta è da sempre il miglior amico dell' uomo. Niente cani. E adesso non andate a guardare le tettine al vostro cane, sennò scadiamo nel feticismo.

Benchè benvoluta dal sesso maschile, la tetta ha da sempre costituito un grosso ingombro per quello femminile (o perlomeno per quelle che possono permettersele e, credetemi, non sono molte).
Di particolare rilievo, alla luce dei nostri studi, è il problema posto dalle donne circa il movimento sussultorio delle due procaci appendici durante il footing.
Il dolce ballonzolare della tetta durante l' oretta di finta cura fisica al parco comporta evidentemente scompensi psicologici non indifferenti per le nostre amichette senza picio, ed è qui che la celebre (eheuheuhe, ma dai...) Università australiana di Wollongong ( che sembra più la città natale di Willy Wonka) si è subito prodigata a trovare una soluzione portentosa!
Grazie ai nuovi reggiseni intelligenti di Wollongong, il su e giù delle tenere compagini femminili sarà solamente un brutto ricordo, grazie alle spalline che si adatteranno ai movimenti del corpo durante la corsetta rinfrancante, evitando fastidiosi strappi muscolari, da cui la famosa frase: "mi fa male la tetta".

Nonostante i benefici approntati dal nuovo ed ingegnoso meccanismo, sono molti quelli come che rimangono un pò attapirati dall' idea di farsi una scampagnata al parco e non vedere più spettacoli armoniosi davanti agli occhi.
Presto l' Università di Curmiweinghen, in Latveria, dimostrerà come questa nuova invenzione sia deleteria al sesso maschile. Stiamo parlando di problemi gravi come soffocamento da bava, visto che non potrà più essere "prodotta" alla visione della samba della ghiandola mammaria, o defezione delle corde vocali, poichè non sapremo più fischiare dietro un paio di buone tette, con conseguente perdita anche del senso della melodia. La Musica è in pericolo.

Partendo quindi dal presupposto che proprio dal continente dei canguri venga  un' impedimento allo sballonzolamento, faccio appello al buon cuore delle donne affinchè non richiedano questo reggiseno malefico come regalo da trovare sotto l' albero di natale.

Si, ci piacciono appese quando avrete 50 anni, non preoccupatevi.

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I' m talkin' about: help, sputtanamenti, she is so heavy, silly tales
venerdì, 07 dicembre 2007

SpleeeeeEEEEn!!!!
Sottotitolo: sderedreng.


Amici. Amici miei. E' finita. E' tutto finito. Raccogliete pure i vostri soprabiti e le vostre paillettes lustrate.
L' impero (recente) del Rock 'n' Roll smutandato ha esalato il suo ultimo, raggrinzito, accordo.
Io un sospetto sul fatto che tutto questo doping di gruppetti e gruppettini tirati a lucido (ma comunque maledetti e bohemienne, non scordiamocelo, nevvero) fosse solo opera di una grossa massificazione ( e non "ma ssiiii, Ficazione! Quella magari.), messa in atto da qualche mammasantissima del rock tipo Ozzy o Iggy Pop durante un noioso pomeriggio, adesso ne ho la conferma.
E la conferma arriva dalla voce dell' innocenza. QUESTA voce dell' innocenza.

Guardare questo simpatico pre-adolescente che schitarra alla grande con le sue pins, il suo gilet e i suoi capelli selvaggi e liberi mi ha fatto lo stesso effetto di quando da piccolo vedevo le micro machines durante i cartoni di bim bum bam.
Io da pre-asdolescente facevo conoscenza con la sega. Mica col plettro. Cioè.
Avete mai provato a farvi una sega con un plettro!?....fermi dove siete. Era per dire.
Gruppi come libertines, tinferlines, rooney, kaiser pips, kaiser kasabian, kaiser kasabians teleshambles, quello che volete insomma, dovrebbero far causa alla Hasbro. O a me, se ne hanno voglia.

Dov' è finito lo spirito rocchenrolle londinese di qualche anno fa? In uno scatolo che puoi trovare da Giocheria?
Datemi una pin e vi solleverò il mondo, sussurravano giovani rock/mods col mascara che gli scivolava via dalla faccia sudaticcia ai loro popoli, ai loro detrattori. Il festino è finito, si è scassato l' amplificatore, andiamo tutti a casa, gente! Non c' è ufficialmente più differenza tra la recente cultura (!?) rock e un pupazzetto dei pokemon. Almeno i pokemon evolvono, sta roba no.

THE MORE YOU PLAY, THE MORE A ROCKSTAR YOU CAN BE!!!


   

 

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mercoledì, 05 dicembre 2007

Vintage Clothes

Qualcuno mi sa dire, prima che io bestemmi in aramaico, come ceppa si fa a mettere il fuffa aggregator all' interno della colonna!?
E' bello rimettere i vecchi templates logori come vecchie adidas e scoprire di avere sempre i vecchi, soliti, problemi di ignoranza.

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martedì, 30 ottobre 2007

In Rainbows, We cry…


*post da sfiorare con “In Rainbows” in sottofondo

 

I tessuti cerebrali riprendono vigore attraverso gli impulsi emanati dal nuovo lavoro dei radiohead, un album dalla solarità nascosta ma pulsante, dalle vibrazioni che fanno intrecciare le idee e guizzare i nervi del corpo.

La mente vaga e si trastulla su ciò che sei, un embrione di uomo che verrà, di giochi da adulto, di primi schiaffi in faccia dalla realtà glaciale e tagliente come la lama di un coltello.

E fai questo, e fai quello, e metti un tappo nel culo delle tue passioni!!!

Questa età può essere davvero devastante, siamo come dei reduci, come dei sopravvissuti pirati in quei film futuristici a la Blade Runner, siamo ciò che eravamo, o cerchiamo di rimanerci, e non siamo quello che saremo da qui a poco.

Cerchiamo complicata semplicità nei ritagli di amori e amicizie, pretendiamo, esigiamo senza nessun pass ricevuto da nessun entourage, scaviamo con la mente nei nostri ricordi mentre con un piccolo coltellino svizzero incidiamo incerti il futuro, preoccupandoci di non intaccare l’ opera (!) d’arte.

Siamo gli amplificatori di ciascuno di noi, raccogliamo le paure degli altri, dei nostri cari e le conserviamo gelosamente, come un retaggio comune e familiare, una Grande Famiglia che resta in piedi per non sentirsi soli.

E’ l’ unione allora che ci tiene saldi e al caldo, forse è questa la nostra ultima risorsa?

Benché se ne dica, nonostante cerchino di fotterci, siamo una generazione unita e cresciuta troppo in fretta, da bravi pirati sopravvissuti.

Prodotti onirici pensanti, resi nudi e sbeffeggiati, ma mai domi, cazzo.

 

 

 

Questo blog necessita di nuova corteccia, con un vestito più semplice e meno frac grafici, è ufficiale. Perché la linfa scorre lenta dai rami, ma scorre.


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I' m talkin' about: silly tales, comfortably numb
venerdì, 19 ottobre 2007

Ma tu capisc 'e Intèrnett!???


...è il disavanzo della pazzia.
Mi collego alla mia casella hotmail oggi e leggo questa qua:
"19 Ottobre 2007
La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

"Ricardo Franco levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano
è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre.
: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia".


Adesso, mi domando e dico come possano pensare in un colpo solo di azzardare un disegno di legge così, degno de "la polizia s' incazza".
Oltre che calpestare il nostro tanto caro Art. 21 della Costituzione, si passerebbe sui piedi sulla moderna concezione della diffusione di informazione tramite rete.
Non sono certo io a dover far notare una differenza tra un sito di informazione (come molti siti di quotidiani) e un blog del piffero, dove uno può anche scrivere che stamattina ha starnutito sui korn flakes.
Per me la differenza che si va a calpestare è questa, ecco.
Qui stiamo superando davvero il limite, con l' inquietante risultato che vediamo, verso il quale non si può appellare nulla, nessun principio logico o razionale.
C'è differenza fra una testata giornalistica e un privato, no?
Allora le case dove viviamo tutti i giorni potrebbero essere dei potenziali depositi di merce, da mettere in regola, se sistemiamo le cose che abbiamo comprato al supermercato nel frigo!???

per chi volesse sollazzarsi, ecco il testo integrale del disegno di legge.
 

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I' m talkin' about: help
lunedì, 17 settembre 2007

Run For Your Life.


Corro corro corro, con la lingua a penzoloni, col sudore che mi ricorda il sapore salato dei sacrifici e della lontananza da tutto ciò che credevo essere la mia routine quotidiana, vissuta in un pigro affanno.
Corro per non rimanere dietro le mie paure e le mie ansie, in eterno movimento verso alcune decisioni che finalmente ho scelto di prendere ma che sono avverse a chi dovrebbe sostenermi più di ogni altra persona al mondo.
Corro via da quelle che credevo essere le mie sicurezze affettive, via da tutto, via per sempre, cercando giorno dopo giorno di combattere coi denti, di afferrare le spugne imbevute d' acqua lanciatemi da chi crede davvero in questa mia folle corsa.
Non ha senso non finire percorsi di vita, anche se lunghi e tortuosi, anche se c'è chi non vuole o non può più capirlo, dalle troppe delusioni.
Credere per credere, volere è potere, un potere che è democrazia dell' animo, non stupida tirannìa dell' ego.
Vicoli stretti, scarpe logore, pericoli dietro l' angolo e visioni psicotiche di quelli che saranno i prossimi mesi, imparerò a controllare tutto questo e altro ancora, non so dove e come, cristo.
Sono pochi esami, io domattina me ne vado in biblioteca, bòn.

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I' m talkin' about: help, gimme some truth, a day in the life
venerdì, 31 agosto 2007

La Vita, l' Amore e le Vacche*.


Succede.
Succede che un evento possa cambiarti la vita, farti schioccare le meningi.
Succede che passi agosto a Zibello a sgusciare salami, leggendo Kerouac nelle pause-pranzo, chiuso in una vecchia 500, rintanato nella Bassa.
Le mosche si cimentano nel farti passare il tempo per scacciarle via. Aria di Mississipi, di lambrusco e popcorn.
Succede che sei nella roccaforte di Miss Italia e in un mese non riesci ad avvicinare neanche un esemplare di sesso femminile, neanche baffuto. Che tra l' altro non è mai piaciuto, sfatiamo il mito.
Succede che certe sere sei tu e i tuoi incubi, che ti fanno compagnia come neanche un blog saprebbe fare.
Cominci a pensare su quello che hai fatto nella vita, e su quello che farai, su tutto.
Tutto e niente.
Dalla bambagia al panico in un biglietto di presunta sola andata.
Un monolocale può emettere echi come la più fastosa delle ali di un vecchio maniero, e non riesco a fuggire.
Che triste miseria, quanto mi manca la mia chitarra.


* nella foto, una Vacca.  

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I' m talkin' about: help
domenica, 08 luglio 2007

Il Costume Da Pagliaccio.


Caro signor ladro che ieri mi hai piantato la punta di un taglierino alla gola,
potresti ridarmi perlomeno il mio costume da pagliaccio?
Sai, signor ladro, rubandomi quel costume tu hai rubato la mia fantasia e la mia voglia di andare avanti con la musica.
Lo sai, signor ladro, cosa c' era in quella macchina?
Un amplifcatore sgangherato a transistor, manco valvolare, impolverito, ma comprato con i miei soldi e con il mio sudore, al quale alla fine volevo bene.
Una chitarra, manco un Rickenbacker, bensì una imitazione, comprata a Napoli con i soldi risparmiati e con l' aiuto di mia madre, unica folle che ha voluto seguirmi  in questa avventura, dicevo, caro signor ladro, una chitarra che una volta comprata portai qui a casa. Mentre la lucidavo incrociai gli occhi di sufficienza di mio padre.  Un povero diavolo che lucidava le sue fantasie, signor ladro.
Degli occhiali avuti in regalo da mio fratello, il giorno del mio diploma, che mi sono valsi i galloni ufficiali di Dan Aykroyd Dell' agro aversano per anni, e che amavo con tutto me stesso, anche se storti o consumati dagli anni che viaggiavano velocemente.
Sai da quanti raggi solari mi sono riparato con queli occhiali, signor ladro?
Tieniti la macchina, tieniti i soldi e i due cellulari, ficcateli pure nel culo se vuoi, ma ridammi queste cose, assieme ai documenti e alla mia voglia di tornare a suonare con un sorriso stampato in faccia.


E vaffanculo.

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I' m talkin' about: a day in the life
mercoledì, 27 giugno 2007

Prepensionamento Vaginale!


Siamo alle soglie del 2000.
No, so che non è massimo dell' originalità, come inizio di un post, ma dedico questa frasetta a tutti  i ragazzi che in questo momento stanno sostenendo l' esame di maturità, e "siamo alle soglie del 2000" era il massimo della moda, come inizio di un tema, ai miei tempi.

Dall' inizio della specie umana l' uomo si è sempre affannato per un' unica, faticante, corsa: la Corsa al Triangolo Divino.
Senza scomodare Indiana Jones e cricca varia, non stiamo a parlare di antichi manoscritti a forma di triangolo o magici contenitori trilateri contenenti pozioni magiche.
Parliamo della Vagina.
Da sempre  il maschio è alla continua ricerca del triangolo perfetto, adottando per esso vari piani  e soluzioni strategiche.
Così cominciano improvvisi interessi per cose che mai l' uomo aveva sognato di provare.
D' improvviso quindi ecco poco credibili giocatori di squash, esuberanti praticanti di spinning, dotti intenditori di musica neomelodica/sperimentale e/o indie rock tendente al retrò.
Gli spazi cominciano a comprimersi, il tempo per le altre cose va a farsi friggere, e master dopo master il più delle volte, con fatica, si riesce a raggiungere il desiderato obiettivo.
Ma la fatica, in questi giorni afosi e in questi tempi duri, fa la differenza.
Quindi mi ritiro.
Come un novello Van Basten, chiudo qui la mia carriera, nel fiore degli anni, per essere ricordato ai massimi livelli.
Il sudore e la fatica mentale di concepire arguti marchingegni per la Magica Rincorsa non mi si confà più,  dico basta a messaggini, appuntamenti improbabili e comici, soldi spesi che non torneranno più.
Potrei dare tutti i soldi conservati da questa scelta ai bambini del Darfur.
Ma li spenderò in cd, già lo so.
Scelgo la via della purezza astratta, e della frittata di maccheroni, birra e rutto libero davanti alla Copa America su Sport Italia.
Amen. 

 
     

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I' m talkin' about: sputtanamenti, silly tales
lunedì, 25 giugno 2007

Wet Wet Wet.
Cronaca di un risveglio sudato.



...capita di svegliarsi sudato, a giugno, più per le pressioni e gli stati mentali che per il caldo.
Alzati presto e studia, dicono, è quello il momento dove si apprende di più.
E allora sei lì, occhio malconcio e mezzo chiuso che prepari la moka. L' Hag la mattina se ne va affanculo, prendo il Kimbo, ci vuole la botta di vita.
Metti sul fuoco.
E accendi la tv. Con una sfilza di telegiornali presentati da giornalisti che mai  dai piani alti avranno la promozione a condurre un tg dell' una o delle otto di sera, il prime-time è una chimera da inseguire.
Il silenzio mentre ascolti il telegiornale, che si mischia con quello della cucina vuota è quasi mistico.
Voglio dire, avete mai provato una sensazione di silenzio mentre qualcuno o qualcosa emette suoni?
Sale il caffè, borbottando e facendovi staccare dalla sensazione di nulla che stavate provando mentre cercavate ancora un buon metodo per svegliarvi definitivamente.
Niente musica, state rompendo pian piano con quella serie interminabile di mp3 triti e ritriti che mettevate su per cominciare bene la giornata, ma se senti che la giornata comincia storta a livello inconscio non c'è mp3 che può salvarti, ciccio.
Personalmente, provo una strana sensazione quando, quelle poche volte, riesco a svegliarmi prima di mia madre, per me parametro fondamentale della sveglia di buon mattino.
In effetti mentre scrivo questo devo ancora scambiare quattro chiacchiere con un essere umano. 
La sensazione cardine di quando ti svegli presto, alla fine, è di estrema solitudine.
Sai già che lungo la giornata si snoderanno una serie di impegni, di chiacchiere con amici e conoscenti, di litigi ipotetici e di grasse risate, ma quella cazzo di sensazione è come un controllore che ti fissa su un tram e tu non hai il biglietto.
E di certo non puoi chiamarti Ayeye Brasof.
Dicono che devi imparare a conviverci, con la solitudine.
Affanculo.
Stamattina persino l' arancione del blog stride col mio mood.

p.s. Gulietta rivelati, oramai scoprire la tua identità sta diventando un grazioso passatempo.
 

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I' m talkin' about: help, a day in the life
sabato, 23 giugno 2007

Stracciatella.



...prese la vaschetta e la aprì, come un gesto meccanico, togliendo via la brina formata dal congelatore.
Non tolse la patina che si interponeva tra il coperchio e la massa bianca con macchie marrone scuro, vivo.
Toglieva sempre la patina via, ad ogni vaschetta cominciata, a volte può servire una patina, ma non quando cerchi il vero sapore delle cose, diceva.
Si asciugò lentamente le mani con la pezzuola, umida delle cinque del pomeriggio, assorbendo un odore indistinto di cucina, detersivi e panno pulito.
L'aver reso le sue mani ancora più umide non fece altro che provocargli un sorriso. Che senso aveva asciugarsi via l'umido con altro umido? Buffo.
Fece come per prendere il solito bicchiere di plastica, quando vide lei prendere un vecchio bicchiere di vetro, di quelli spessi e verdognoli.
"Perchè non prendi un bicchiere di plastica? Così invece dovrai lavare quello di vetro, dopo, è una fatica in più", disse.
Lei, mentre cercava il cucchiaio:"Perchè così è più buono, in quello di vetro".

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I' m talkin' about: silly tales
venerdì, 01 giugno 2007

It Was 40 Years Ago Today!!!



Il Sergente Pepe oggi è più vecchio. Compiequarantanni. Suonati. Ma ha più vitalità lui che una banda di noi messi assieme. Il Sergente Pepe agile si districa tra giri di basso gommosi, come le caramelle che trovi sulle bancarelle delle feste patronali, tra odori di zucchero filato e cieli di marmellata, tra chitarre elettriche squillanti come trapani e suoni di arance rotolanti.
Con l' aiuto dei suoi amici riuscirà a conoscere bizzarri personaggi, come la ragazza dagli occhi di caledoscopio, Lucy, tipa bizzarra anch' essa. Ma il Sergente vuole solo qualcuno da amare.
Un suo vecchio amico di maramaldate, Billy Shears, gli introduce la ragazza che vuole scappar via da casa. Assieme la guardano cercare un pò di sano spasso, correndo via dai vecchi e imbolsiti genitori, scavando un buco tra la routine quotidiana. E allora succede che va al Circo. Qui il funambolico Mr. Kite presenta le sue attrazioni, come Henry il Cavallo, magico quadrupede ballerino, figlio inconscio di una favola dei fratelli Grimm. Henry passa davanti  alla sua vecchia scuola, di primo mattino, con la brina che gli si posa sulla criniera rosa, quelle mattine dove tutto sembra andare per il meglio, le mattine che sanno di cereali Kellogs e di biscotti al burro. Ne gradisce uno, Rita? Ma Rita segue e non segue, la svampita Rita è persa tra i suoni ferrosi e acidi di sitar che provengono dagli Abbey Road Studios. Rita comincia a sognare, e sogna di atmosfere casalinghe, di camini, di pipe e vecchie tappezzerie inglesi, di nipotini che le corrono attorno, ritratto di lei a 64 anni, clarinetti che si uniscono ai sitar, vecchi piani settecenteschi che fanno il palo a rotoli di carta igienica suonati con le dita. Polvere ovunque, mentre la mente fantastica, non sapendo neanche lei dove arriverà!!!
Poi suona la sveglia, fatta di marzapane, ovviamente, e i nostri amici si ritrovano in un teatro, seduti in comode poltrone di stoffa rosso porpora, ed è lì che il Sergente Pepe sfodera un numero dei suoi, tra piroette e waltzer andanti con brio. La tenda s' apre e cela quello che vi era nascosto dietro.
Un' orchestra che racconta la vita. Che viene a suonare direttamente a casa vostra, senza bisogno di sbracciarvi in stadi enormi e non riuscendo ad ascoltare altro che urla di fan impazzite e chiasso.
L' orchestra vi fa accomodare e vi racconta di quotidianità stravolta tra visioni a pois di fatti realmente accaduti. Di giornali, di odore di stampa fresca e guerre vinte da glorioso Esercito di Sua Maestà.
Di levatacce mattutine  e di bus persi, tra una sigaretta e l' altra che con i loro rivoli di fumo dipingono stress e lo colorano con tinte forti e decise.
Ed è allora che tutti cominciano a sognare...
I' d love to turn you on...

Flashback.



E siamo 40 anni che sognamo tutti ad occhi chiusi, meravigliosamente.
Ho ascoltato Sgt. Pepper per la prima volta nella mia vecchia 500, ovviamente color rosso porpora. E non potrò mai dimenticare quel momento, e chi me l' ha fatto vivere, in fondo. Bisogna sapersi coccolare i dolci ricordi. Ed è questa la lezione maggiore di questo Disco, un disco discusso e celebrato, ma che deve la sua potenza immaginifica proprio per quello che riesce a trasmettere singolarmente, altrimenti non staremmo tutti qui a celebrarlo.
Stamattina l' ho messo su in macchina, ora una lancia nera fiammante, mentre andavo in facoltà, ed è stato come essere nella 500 rosso porpora. Le trombe di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band si sono diffuse fuori dai finestrini della mia auto lungo la strada principale, così come i Nostri quattro simpatici genietti fecero la prima mattina, una mattina di quarant' anni fa, facendolo scivolare via dalle finestre degli Abbey Road Studios.

Buon compleanno Sergente Pepe, e sappi che quando spengo la luce non so ancora cosa sento, ma grazie al cielo so che è tutto mio.

La banda del Sergente Pepe, in questo giorno di grazia è composta da:

lennon81: Fiati e immagini oniriche.
zapruder: Kiwi e ricordi.
seaweeds: Impulsi e cronache.
nightripper: Biblioteche e gossip.
giorgetto2rock: Iconografie e pragmatismi.
rearwindow:  Curiosità e figate multimediali.
achiunque:  Covers e booklets
sophie: matite e tempere




     

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I' m talkin' about: rock n roll music, a day in the life, silly tales
mercoledì, 23 maggio 2007

Wall of Fame, ossia:
fammi vedè che ha scritto lennon81 oggi, vah.




Si è capito che a me i post-resurrezione vengono benissimo. Forse dovrei aprirmi un blog solo di post resurrezione, sarebbe una giusta scelta di marketing....
Ma questo post non sarà solo un post-resurrezione ( ho già detto "post -resurrezione"?), bensì vuole essere una sorta di cartolina-post su lennon81, firmata e francobollata con le voci di quelle povere vittime che sinora sono stati i suoi lettori.
Tu, fedele lettore, blogger o non blogger, che in tanti anni hai saputo pazientare, magari bestemmiandomi addosso ma capendo i miei tempi da bradipo con l' artrite. Io a te faccio ricorso e oggi ti voglio celebrare!
Mio dio, sembro un predicatore americano, ATTACCA COL GOSPEL, ARI!!!

Perchè qui c'è bisogno di un vero e proprio Wall of Fame, un chè di puro, un chè di buono, la statua della libertà per tutti i bloggers.
Rievocando quindi i grandi ritorni commerciali, Strawberry Blogs Forever®, scelto OVVIAMENTE dai più grandi bloggers d' Italia che si rispettino, organizza per l' evento una vera e propria rassegna stampa succosa e piena di ricordi, gossip, civetterie e capraecavoli e chippiunehapiunemetta.

E davvero chi più ne ha più ne metta, perchè questo post diventerà davvero un wall of fame, sempre rinnovabile nel suo contenuto e quindi fiero di essere rimpolpato di volta volta, un continuo work in progress che ospiterà le opinioni più disparate.

E allora via col Wall of Fame, perchè se sono tornati i Take That, può  tornare anche lennon81. Magari meno bolso di Gary Barlow, eh.

                          Strawberry Blogs Forever® Wall of Fame

1 . Quello di Greenwich lo pubblico così, perchè siamo sempre stati uomini di stomaco,noi, gente da msn.

Greenwich scrive: Bello, dinamico, brillante. Il nuovo disco dei Lennon 8one sorprende, ammalia, incanta. Le atmosfere un po' gotiche, un po' surreali ti proiettano in un mondo fatato popolato da esseri strani, un po' sognatori, un po' incubi che camminano. Un disco dalle tonalità forti, che potrà non piacere, ma se assaggiato con calma, assaporando ogni mezzo tono, ogni brano curato nei minimi particolari, non pot
lennon81   & the Good Vibrations scrive:
ehehamaheuhuahuahuahauha
Greenwich scrive:
rà che introdurre l'ascoltatore in un'esperienza da cui è difficile uscire.


2. La meraviglia delle meraviglie, Ari. Quando portoghese e napoletano si mischiano.

E mò me vieni pur' a chied' si te scriv' 'ste cinqu' righe 'ncopp a tte. Picchì tte leggo ncopp' o blog.
All'anema! Te lo dev' propt' spiegà?
Picchì sì simpatic. Picchì teng' nu gross piacer' a parla' de musica co' tt', guaglio', si l'unico ca ci capisc' nu puoc' ncopp a isso, e anche si nun ce piacciono le stesse cose... se trov' sempre nu moment' pe' spiega' i motivi. Chist' me piac', guagliò. Tu sì nu bbon'  guaglione e i' me divert' assaje cu tte, pure quann se parl' 'e cose cchiù serie. Perchè me fa' ride e a imitazion' dò pescivendol' ncopp ao binario daella stazion' era tttopp divertente!
Va guagliò, te vojo bbbene assaje.

3. La donna che sapeva cosa voleva dire essere fashion: Juls.

leggo perchè ormai i veri rocccckmen come attia non sono così diffusi, e si sprofonda everywhere nell'emo..o.O''
poi perchè per ogni post c'è un immagine che di solito spacca.
epppoi...Perchè già il solo fatto che anche il titolo è ispirato ai BITOLS...è great.
abbasta?


4. L'uomo che sussurrava ai Pink Floyd, Kanon!

lennon81 perchè è un modo di vivere prima di un personaggio (anche se bisogna dire...e che personaggio!)....entrare nella sua testa non si può. Troppo nebulosa per le persone "normali", troppo musicale per chi la musica la ascolta solo per il piacere di farlo. Individuo dalle mille risorse e dalle altrettante compagnie...cento ne pensa e...diecimila ne fa!autocelebrativo quando può, mai banale, divoratore di musica di tutti i generi, compagno fedele di mille discussioni sugli argomenti tra i più vari (qualcuno ha detto astrologia?no, quella ancora no....). lennon81 perchè ti fa vedere il lato bello delle cose. Lennon81 perchè in fondo in fondo se non ci sarebbe bisognerebbe inventarlo!

5. Calzinosecsi, la donna che un giorno sposerò. Il problema è che per ora nè io nè lei lo sappiamo.

Diviso in due come Fight Club, tra la sua anima cremina e quella rocchenròll. Spassoso come una battuta del pirata Jack Sparrow, ma con meno denti d’oro in bocca e senza Keira Knightley. Agile e rapido nel traffico aversano per correre in aiuto degli oppressi come l’Uomo Ragno. Ma senza Kirsten Dunst.

Versatile ballerino on the dancefloor, emule del Travolta di Saturday night fever nelle movenze ma coi risultati che potrebbe avere Travolta oggi.

Perché Lennon81? Perché se non l’hai mai letto, sei out come chi non ha mai visto Donnie Darko.

Sui migliori blog, prossimamente.

6. Chiamatela Bi,Bee, Brigitte, MariaBrigida, resta sempre wonderingaloud e meno male che c'è :D

26 febbraio 2005 00:47
poco amante delle complicazioni etc...non sai quante dannatissime volte capita anche a me :))).
a più di 2 anni di distanza da quelle primissime parole, piego la testa come al solito a sinistra e sorrido.
quante parole, quante risate, un paio di volte anche un paio di occhi lucidi.
dai primi brutti template alle sofisticazioni tecnologiche di maispeis, alle chiacchiere sui beatles e gli anni '70 alle telefonate per young bride, dagli auguri di compleanno alle confidenze più profonde, il mio rapporto con lennon81 ('lennon81...di sicuro ascolterà buona musica nonostante il template disordinato...') è salito come la pressione nel dfjkdsòhgdaga.

resistenza del rapporto a mille e più ohm...e anche innumerevoli oooooooooohhhmmmmmmmmmm e qualcuno sa perché.
strawberry blogs forever..un nome che da subito mi ha colpito. e ringrazio ancora per non essermi fatta scoraggiare dal template con i piedi perché ora ho trovato un AMICO, uno spirito affine, un fidansatinoinoino..
spirti affini.
simili come una goccia d'acqua e il suo riflesso in uno specchio.
[tanto c'ho i feeds e qualcuno mi avvisa se ha scritto lennon81..mica me lo vado a controllare ogni giorno]

7. Non ci credo, ma anche Juditta mi vuole bene. Poi dite che non è da sposare!!!

Rivoglio Lennon81 perché riuscivo a leggere i suoi post dall’inizio alla fine. Rivoglio Lennon 81 perché quando ho visto il titolo del suo blog l’ho trovato geniale e ho riso per una settimana. Rivoglio Lennon 81 perché ride sempre un sacco dei miei messaggi personali su msn. Rivoglio Lennon 81 perché ogni volta che conversiamo su msn sta sempre preparando qualche esame. Rivoglio Lennon 81 perché a me i Beatles non hanno mai fatta impazzire, ma in fondo non li ho mai conosciuti realmente. Rivoglio Lennon 81 perché i Beatles raccontati da lui qualche volta mi hanno fatta impazzire. Rivoglio Lennon 81 perché ha una faccia simpatica e sembra uscito da un’epoca che non è mai esistita. Rivoglio Lennon 81 perché mi ha chiesto di scrivere questo post e mi ha fatto piacere. Rivoglio Lennon 81 perché un giorno è salito su una nuvola e non è tornato più.


 



 

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I' m talkin' about: strawberry blogs® wall of fame

Splinder is burning!

...cofff, coffff!!! Ma è possibile che ogni santa volta bisogna togliere le ragnatele qui?? Ok ok, cercherò di essere più continuo sui post (NON STO INCROCIANDO LE DITA DIETRO LA SCHIENA, COSA CREDETE!?).

Ultimamente le attività di lennon81 non sono state così eccitanti da descriverle qui meticolosamente, ma...

1) Ho fatto pace con molti vecchi film, di quelli che avresti dovuto vedere anni fa e tutti ti dicevano: "Nuuuuoooo, come hai fatto a non vederlooooo"!???? Vi giuro, ho fatto pace con gran parte della filmografia di Tarantino e oltre.

2) Ho avuto 7 volte il raffreddore. Comincio a pensare di essere IO, il Raffreddore. Alcuni scienziati stanno studiando i miei sfavillanti setti nasali, e stanno pensando di attaccarci le turbine per ottenere la prima energia Mucolica al mondo. Fonti di energia alternativa, sucatemelo.

3) Incredibile a credersi ma... sto studiando. Anche lennon81 studia, pensa te. Procedura penale. E giuro che non vi farò la solita battuta che procedura penale è un esame del cazzo.

4) Questa sera mi sono imbattuto in un video fantastico su youtube, che posto alla fine, per ricordarci che siamo tutti in un' età critica da blogger medio/alternativo/figo. Tutti in guardia, il Deboscio ci osserva.

Detto questo faccio partire il video e... GOOOOOOOOOOD MOOOOOOOOOOORNING, SPLINDEEERRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!





 

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sabato, 21 aprile 2007

L' Aria di mezza estate


I sogni rimangono appiccicati col sudore della fronte, i sogni di mezza estate.
Naso all' insù e raccolgo l' aria di primavera, un lieve sorriso amaro tace sul mio volto, si mischia all' odore di erba, il buon pastore controlla il suo campo disordinato prima di rincasare.
Da quando sono tornato a calpestare quest' erba familiare sono cambiate tante cose, tanti pensieri dispersi e ritrovati, nubi diradate per trovare un sole al quale vieni presentato dopo tanto tempo. Ah si, devo averti visto a qualche festa, hai una faccia conosciuta.
Sorseggi acqua di campo, le punte delle dita che si irrigidiscono per quell' inaspettata quanto sorprendente senzazione di freddo, di fresco impatto, mattino di primavera.
La logica sequenziale vuole che a questo punto tu stiarotolando giù per il campo,braccia su, gambe giù, testa altrove.
E rischi di provarci gusto, di assimilare la terra che rotola a sua volta sotto di te.
E mi rialzo dal campo col piede sinistro, quello giusto.
Aria di primavera, sogno rarefatto di mezza estate, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?



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