Strawberry Blogs Forever®

lunedì, 30 marzo 2009

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I' m talkin' about:
mercoledì, 25 marzo 2009

Tetra Pak



Imbustato nel mio Tetra Pak, nelle mie abitudini, nella mia calda quotidianità.

Disegno riprendendo vecchie idee e mi tornano alla mente anni spensierati (o forse no?), mi crogiolo coi pastelli a cera, li annuso, li tocco, ne guardo la punta scomparire causa usura, e me ne compiaccio.
Sistemo vecchi disegni, tocco la carta ingiallita, scosto la polvere che non c'è, setaccio, rimurgino, e metto a posto.

Il Tetra Pak è sempre lì, bello solido, mentre mi accendo l'ennesima sigaretta, mentre penso alla ridicolaggine di me, ai corsi universitari a 28 anni, a quando mi giro e mi sento terribilmente vecchio, agli stimoli diversi che esigo ma che non riesco a trovare, essendo ancora impantanato (fortuna per poco) in una pozzanghera che non dovrebbe appartenermi.

Il Tetra Pak mi avvolge quando entro nel mio studio, alcuni oggetti messi sempre allo stesso punto, gli stessi colori, ingialliti, con sbavature di pastello a cera...



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I' m talkin' about: help, a day in the life, comfortably numb
giovedì, 10 luglio 2008

El Gordo.



Diciamocelo. Senza Silvio Berlusconi questo luglio sarebbe stato ancora più il luglio appena descritto qui sotto, giusto ieri.
Fantastico. Il lodo Alfano comincia il suo iter alla camera. Il nostro parlamento sta perdendo tempo prezioso per una legge che nella migliore delle ipotesi sarà passata nel tritacarne della Corte Costituzionale che già abbe modo di dichiare il lodo Schifani incostituzionale.

Ci stiamo preoccupando tutti di cercare dialogo politico, cosa anche giusta, ma si continua a mettersi spesse quanto gustose fette di prosciutto davanti agli occhi.
Sia ben chiaro però, non è il soggetto interessato alla legge che mi preoccupa, quanto al possibile scenario che potrebbe aprirsi.
Ma perchè mai le quattro cariche più alte dello Stato dovrebbero avere trattamenti di favore?
Perchè dovrebbero sospendere i processi del presidente del consiglio, così come il presidente del senato o della camera? A quale fine? Al fine di far svolgere loro la funzione? Ma io non lo voglio uno processato a svolgere una funzione di Stato.

Che si tratti di Silvio Berlusconi così come di Topo Gigio o Provolino.

Purtroppo siamo di nuovo di fronte a casi di leggi ad personam, a ricattini morali (si per il lodo Alfano, in cambio leviamo da mezzo la legge-bloccaprocessi) e quant' altro si potesse già prevedere.
Duri moniti, facce tirate dall' indignazione e toni da maestro delle elementari sono stati mossi contro la manifestazione organizzata da Di Pietro, in particolare contro le (discutibili) dichiarazioni rese da Sabina Guzzanti e da Grillo (che al contrario della Guzzanti non ha detto proprio niente di nuovo e di scandaloso...), ma si tace sul contenuto della manifestazione, contro l' abuso di questo Governo nei confronti del Parlamento, svestendolo di fatto dai sul compito principale, ossia quello di fare leggi per il popolo, sovrano, che ne elegge i membri.

Più che del Caimano, io parlerei di El Gordo.


p.s. Cento costituzionalisti di tutta Italia 8tra cui il mio preside) ovviamente imbecilli hanno composto un testo che contine l' appello in difesa della Costituzione contro il Lodo Alfano e la legge bloccaprocessi, e guarda un pò quasi 136.000 imbecilli, tra i quali me, hanno aderito all' iniziativa.

Firma anche tu, imbecille.



  
     

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I' m talkin' about: sputtanamenti
mercoledì, 09 luglio 2008

Luglio, le palle e la cedrata.
sottotitolo: quante cose al mondo vuoi faareeee, ma trova un minuto per te!!!



Pochi secondi fa, mentre scrivevo il post che doveva campeggiare nuovo di pacca su questo blog, ho cliccato per sbaglio "torna indietro una pagina", su firefox.

Questa è la pura essenza di Luglio.
Appiccicoso, apatico e depressivo.

Scorrevo lentamente le pagine di questo blog, sopravvissuto chissà come ad anni diversissimi fra loro, alcuni belli alcuni brutti. Un blog figlio non riconosciuto dalla mia pigrizia e dal mio scarso senso di continuità nelle cose, quasi un rompicoglioni di blog. Ma come non volerci bene, eh?
Vorrei tornare tanto ai pensieri di un anno fa, dove la Fuffa regnava imperante nei miei neuroni e i pensieri di "tuttigggiorni" non rabbuiavano la mia mente con preoccupazioni su cosa sarà di me, novello Alvaro Recoba del mondo del lavoro (cosa sarò, un avvocato? Un vignettista? Un cuoco pederasta di Hong Kong?), su come farò ad essere totalmente indipendente e non più bamboccione e su quando questo accadrà, magicamente.
Bah.


Vostro lennon81 con una cedrata Tassoni in una mano e l' altra impegnata a grattarsi il culo.   
 

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martedì, 24 giugno 2008

Studiamo Insieme:
Il medico della mutua.




Cari amici.
Dopo aver perso un paio di sinapsi alle quasi ero molto affezionato su procedura civile, adesso con voi mi avvicinerò nel curioso quanto frizzante universo della medicina legale.
In particolare oggi parleremo del Referto.

Purmizio Einauri è un medico, un sanitario, e svolge la sua professione presso l' ospedale "Aurelio Trombosi" di Collicchio.
Al pronto soccorso sopraggiunge Evaristo Fremigi, un noto ricettatore di pandori della zona, con una ferita all' addome.
Il nostro esperto Purmizio dovrà, una volta curato Evaristo, redigere un Referto, contenente la descrizione delle lesioni, il giudizio diagnostico e soprattutto il giudizio prognostico, e inoltrarlo entro 48 ore presso il Pubblico Ministero o la Polizia Giudiziaria del luogo dove si è prestata assistenza sanitaria.

Altolà però, perchè il referto è obbligatorio solo per i delitti preseguibili d' ufficio, come i delitti contro la vita (omicidio voltario o colposo), quelli contro l' incolumità individuale (lesioni personali volontarie) o contro la libertà individuale, e in ogni caso mai se il referto esponesse l' assistito a sicuro procedimento penale, perchè a prelavalere sarà il diritto alla salute.

Un saluto e buoni referti a tutti!!

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lunedì, 02 giugno 2008

Studiamo Insieme:
L' Interventore Adesivo Dipendente.
Ovvero il più sfigato dei terzi nel processo.



Benvenuti nell'area prettamente didattica di questo blog. Come buon esaurimento che si rispetti, i miei studi recenti sul diritto processuale civile mi hanno ricondotto ad un' unica, vigorosa certezza. Il terzo nel processo è uno sfigato.
Molto più sfigato di tutti è il cosiddetto interventore adesivo dipendente, o interventore semplice.
Facciamo dei chiarimenti.
Birmazio vuole intervenire nel processo perchè vuol far valere un suo diritto nei confronti di tutte le parti, e con veemenza attaccherà tutti per poter affermare, ad esempio, che gli appartiene la proprietà di una cosa. Birmazio sarà un interventore principale.

Eustefio II interviene nel processo per far valere un suo diritto solo nei confronti di alcune o una delle parti, asserendo ad esempio che quella proprietà o bene appartiene anche a lui. E' ben chiaro a tutti che Eustefio II altri non sarà che un interventore adesivo autonomo o altrimenti detto interventore litisconsortile.

Il povero Grimaldo invece interviene nel processo non per difendere un suo diritto, ma per un mero interesse, e lo fa prendendo le ragioni di una delle parti, proprio come una viscida serpe. Ad esempio potrà sostenere che Wikinzio è il vero proprietario del bene, ai danni di Ruperfo. Grimaldo è un interventore adesivo dipendente, o interventore semplice.

Adesso qui sta l'inghippo.

Perchè mentre Birmazio ed Eustefio II hanno gli stessi medesimi poteri processuali delle parti originarie (ossia possono fissare il tema della lite, proporre eccezioni, produrre prove etc), il nostro fatidico amico Grimaldo non può fare un cazzo.
1) non fissa il tema della lite
2) non produce prove
3) non propone eccezioni
4) non può rendere confessione o giuramento e quindi modificare situazioni sostanziali.
Non potrebbe neanche proporre impugnazione. Tuttavia la dottrina ritiene che potrà partecipare ai successivi gradi del processo se una delle parti la propone (il cd. principio del "e vulev partecipà").

La ratio per la quale Grimaldo chiede di intervenire nel processo pur senza fare una ceppa è quindi un semplice interesse, che potrà essere soddisfatto solo entrando nel processo e potendo quindi rendersi partecipe degli effetti della sentenza, in quanto la sentenza di solito produce effetti tra le sole parti (Wikinzio e Ruperfo).

Un saluto a tutti e che Dio vi (ci) scampi tutti dall' essere interventori adesivi dipendenti! 

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lunedì, 11 febbraio 2008

Memo ( quando il cervello va in pappa).


I reati senza offesa ai beni giuridici.

Siccome io sono un po’ tardo sulle nozioni, mi appunto qui un esempio pratico su una tematica dell’esame che sto affrontando, e in particolare tratterò dei reati senza offesa ai beni giuridici e ancor più radiograficamente dei reati di pericolo concreto (legittimi) e di quelli di pericolo astratto (sui quali versa un tremebondo dubbio di legittimità costituzionale).

Per chi fosse profano in materia chiariamo subito che i reati di pericolo concreto sono quei reati che hanno bisogno di un accertamento da parte del giudice, attraverso una prognosi ex ante. Mentre per  quelli di pericolo astratto non ce n’è bisogno, visto che il legislatore (che non ha uno stracazzo da fare nella vita) classifica una classe di comportamenti tali che possano creare un pericolo di lesione al bene (e qui c’è il dubbio di legittimità costituzionale, perché questi ultimi cozzano col principio di offensività come una fetta di mortadella potrebbe cozzare in un Manhattan).

Ma faccio un esempio pratico.

Siamo alle soglie del duemila. Il sagace signor Epislazulo, un simpatico automobilista, non si ferma al semaforo rosso di un incrocio. Non ci chiederemo se il nostro sgargiante eroe fosse lì in cerca di meretrici o semplicemente perché stava facendo un giro per provare i nuovi subwoofer regalatigli da Irmenio, un suo amico elettrauto.

Se ragionassimo in tema di pericolo concreto, il giudice ( che simpaticamente chiameremo Deustenio Albenghi) dovrà, nella sua prognosi ex ante, calarsi [nevvero] al momento in cui è stato commesso l’ illecito del codice stradale. E quindi dovrà accertare se vi siano stati pedoni che in quel momento sopraggiungevano ( tipo una parata commemorativa del Ku Klux Clan) autorizzati dal verde del semaforo pedonale (vallo a dire a un pedone daltonico), se altri veicoli sopraggiungevano (tipo Martin McFly con la sua De Lorean, che stava sempre OVUNQUE E IN TUTTE LE ERE), e se vi siano state effettivamente delle lesioni a utenti della strada rispettosi dei segnali. Se il giudice Albenghi non rileverà nulla di tutto questo, allora il reato non si configurerà.

Se invece ragionassimo in tema di pericolo astratto, il giudice potrà liberamente spipparsi sotto la toga, visto che il legislatore ha già classificato un comportamento simile (l’attraversamento col rosso del signor Epislazulo) come reato.

Resta solo da capire se la frantumazione delle mie palle è costituzionalmente legittimo. E soprattutto se le palle siano un bene giuridico da tutelare.

 

Adesso i miei neuroni possono riposare in pace. Amen.   


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I' m talkin' about: sputtanamenti
venerdì, 08 febbraio 2008

La Strawberry Blogs Forever® production è lieta di presentare:
Nevermind The Catens!!!
Sottotitolo: Forwdardami 'sta ceppa.

Sono le due del pomeriggio. Ti colleghi alla tua casella postale per vedere che novità ci sono (tipo se ti ha scritto Svatleria, la nota ballerina di lap dance ucraina con la quale stai avendo una fitta conversazione e che un giorno sposerai per interesse)…quando, mentre bevi il tuo caffè, qualcosa ti fa sussultare.

FW.

Questa è la sigla del Male. Una catena di Sant’ Antonio. La seccia* è dietro l’angolo.

Cominci a sudare freddo, posi mooolto lentamente la tazzina del caffè, aspettando un segnale d’ azione, cercando di mettere assieme le idee. Se la leggi sei spacciato, alla fine della mail millemila e dodici maledizioni si abbatterano su di te se non invierai ad almeno mezzo emisfero terrestre il prezioso contenuto che deve essere condiviso. Se non la leggi sei spacciato lo stesso. L’ autore della mail/catena, quasi sempre presente nel tuo elenco contatti ti aprirà una finestra su msn pronunciando le seguenti parole: ” MA NON HAI LETTO LA MAIL”!??!?!??

Questa è una società catenacciara, e il Trap ne andrebbe fiero.

Ma tralasciando per un momento il carattere postumo della lettura o non lettura, orsùdddunque cominciamo con l’ analizzare le tipologie di catene che ci si parano davanti:

Episodio #1: La Morte di Msn.

Tom e Jerry, I NOTI DIRETTORI DI MSN, hanno deciso che msn deve chiudere perché c’è troppa gente (un po’ come all’ora di punta sulla metro di Milano), e quindi si prodigano dai loro uffici di fantasilandia a rompere le palle A TE, provvedendo ad avvisarti di cambiare account o di mandare questa mail al mezzo emisfero di cui sopra, per riuscire ad essere presente su una sorta di presunta “lista” che ti premetterà di usufruire ancora della nota chat. Insomma non proprio il primo della lista, ma neanche l’ ultimo degli stronzi.

Episodio #2: Il Virus.

Quante volte vi sarà capitato di aprire una mail FWardosa e di leggere: “NON ACCETTARE PROSOCOPIO@HOTMAIL.COM, E’ UN VIRUS”!!!!!!!!!!!!!

Non c’è proprio nessun virus. Chiunque con il bagaglio tecnico della Scuola Radio Elettra sa che i virus non si propagano con contatti di msn, bensì con programmi creati ad hoc e contenuti in mail o in siti/specchietto (il pishing, con buona pace dell’ Associazione medici Urologi italiana). Quindi sappiate che Prosocopio potrebbe essere un vostro potenziale miglior amico, fatene buon uso e aggiungetelo alla vostra lista, se ve lo chiede.

Episodio  #3: Il Test.

Non avendo un cazzo da fare, i creatori di catene, rinchiusi nei loro uffici di creatori di catene (accanto a quello di Tom & Jerry featuring Provolino), decidono che è arrivato il momento di sapere qualcosina su di te. Tipo se hai le ascelle pezzate o fai la prova conchetta per l’ alito ogni volta che esci con una ragazza.

In men che non si dica ti ritroverai un mega-test davanti ai tuoi occhi, realizzato con 475655857686968464543554 domande tra cui anche quelle di cultura Austro-Ungherese pre settecentesca, alle quali DOVRAI rispondere, per non fare la solita figura dell’ asociale.

Episodio #4: La Bambina Leucemica. Con Poesia Glitterata annessa.

Un moto di commozione ha accompagnato l’ invio di questa mielosa catena a favore di una non meglio identificata bambina leucemica, quasi sempre dal nome dolce e tenero (tipo Katy o Sue Ellen). Il tuo compito è quello di..si insomma è una grossa responsabilità…insomma di…cioè no..alla fine…uhm.

Oh, non ho mai capito che cazzo ci devo fare con cose come queste. Che mano posso dare? Non ho una clinica privata, non sono un gastro enterologo, da piccolo non giocavo manco all’ allegro chirurgo, cazzo!

Segue poesia strappalacrime RIGOROSAMENTE SCRITTA IN ROSA E CON NON MEGLIO SPECIFICATI GLITTERS.

Episodio #5: “mia moglie comprò delle mutande e disse le metterò in un occasione speciale...poi morì. Ora io mi godo la vita e sono buono con tutti “.

E' chiaro a tutti che il marito portava peste.

Insomma cari creatori di catene, non prendetevela se persone di buon senso non rispondono appena leggono “FW” nell’ oggetto della mail, non torturate l’ anima a chi cerca di passare gli ultimi minuti di relax in giro per la Rete, non malediteci con ogni sorta di pestilenza se non inviamo il testo della mail, insomma, forwardatemi 'sta ceppa!

P.s.  Se non invierai questo post ad almeno 25 persone con soglia di sbarramento al 5% col proporzionale alla tedesca sarai colto da pus esagitato per sette anni di seguito, non troverai l’ amore o meglio lo troverai nella tua vicina di casa baffuta e puzzerai. Molto. 

*Seccia = sét-cià. Malaugurio, grave anatema lanciato da un individuo verso uno o più individui.


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I' m talkin' about: sputtanamenti
mercoledì, 16 gennaio 2008

Pato, ti Schifo.


Si, io ti schifo, Pato. Con la “sc”.

E non perché sia interista e tu milanista.

Ti schifo perché guadagni più tu a 18 anni che io in 35 anni di servizio con tutti i contributi. Che peraltro manco li devo cominciare, i 35 anni di servizio, visto che gli unici servizi che faccio sono quelli tipo “vai a prendere il pane”, tra una sessione di studio e un’ altra.

Ti schifo a morte perché in due settimane hai conosciuto una bonazza che fa le telenovelas  brasiliane, le hai offerto ognibbendiddio e un altro po’ te la sposi. Mentre io ho dovuto farmi l’ account su maispeis.

Inutilmente.

Ti schifo, perché DOPO AVER FATTO UN GOL A SAN SIRO ( gol bellissimo e figlio della tua freschezza atletica da diciottenne brufoloso) le hai dedicato il gesto sportivo, guardandola con la tua vista da diciottenne lucida e perfetta, mentre lei era seduta in tribuna accarezzando il diamante/cocciolone che le hai regalato per il vostro undicesimo non – anniversario, mentre mimavi ( e lo facevi pure male!) il gesto del cuore con le due mani incrociate. Pareva più na patana, Pato. Io, Pato, non ho mai saputo giocare a pallone. Alle medie quando dovevano fare le squadre durante l’ ora di educazione fisica per andare a scorticarsi sul campo fatto di cemento armato, io ero scelto sempre per ultimo e solo, in un angolo, cantavo F. De Gregori mentre gli altri giocavano.

Ti schifo e ti odio perché hai occupato tre quarti e una ntecchia di tutte le trasmissioni sportive della domenica, ovvero il mio sonnifero ideale, con Mosca che si lubrificava la sciarpa osannandoti, Mughini in preda a crisi spastiche (anche se questo è abbastanza normale) e con Teo Teocoli che tentava di leccarti le chiappe da diciottenne (sode e ben proporzionate, peraltro) via collegamento. Io una volta sono stato intervistato, Pato. Per telefono. Era l’ operatore della telecom che voleva sapere se eravamo soddisfatti dei servizi offertici da Tronchetti Provera. Aggiungo che ho le piaghe da decubito al culo, visto che o studio, o sto davanti al pc, o suono la batteria, ossia lo strumento per antonomasia per quanto riguarda le piaghe da decubito al culo.

Ti schifo perché quando sei venuto a Milano, con volo pagato dalla società, hai subito trovato un lussuoso appartamento al centro, passeggi a via Montenapoleone mettendo mano alla Visa da diciottenne, e magari tieni un parco videogiochi che farebbe invidia al figlio di Shigeru Miyamoto. Io vivo da solo in mansarda, Pato, sono andato qualche volta in aereo prenotando il volo mesi prima, a volte con paracadute sotto il sedile escluso, se devo comprare un maglione mi devo sorbire l’ urlo cosmico di migliaia di casalinghe inviperite per i saldi in uno dei 585684595 centri commerciali che ci sono nella mia zona (tutti BRUTTISSIMI, Pato), e non ti dico che devo fare per procurarmi un gioco, altrimenti mi citofona la finanza fuori casa nel momento in cui finisco questo post.

Insomma, Pato, giovane ragazzo brasiliano, io ti Schifo, che tu possa diventare amico di Fabrizio Corona, così fai la fine di Adriano e ti perdiamo definitivamente.      


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giovedì, 03 gennaio 2008

Prosopopea di Amilcare Dentino


Amilcare Dentino era un uomo dabbene. Prima di morire spiaccicato per mano (o sarebbe meglio dire “per ruota”) di una Mini Minor.

Pesava pressappoco una cinquantina di chili scarsi su un metro e sessantatrè, metteva la cravatta ogni giorno e curava sempre il suo aspetto, da bravo uomo normale.

Era sposato a una donna grassa e sporca, che lo circuiva continuamente vessandolo e ricoprendolo di incarichi che andavano oltre il suo senso di responsabilità grande quanto una nocciolina, ma nonostante tutto la amava, avendo vissuto con lei sin da giovane, quando si trasferì nel suo stesso condominio, vivendo una storia d’ amore che sapeva di caffè bruciacchiati e parole non dette, di modi socialmente ben visti e da paure laceranti cullate su un lettino da cameretta per bambini cresciuti male.

Amilcare Dentino si laureò a 24 anni in Giurisprudenza, con 110 e lode e grosse pacche sulle spalle. Il giorno della sua laurea grassi sorrisi lo circondavano, e tutti erano felici. Felici di essere felici per il nostro Amilcare, il quale vomitava in bagno proprio al momento delle foto.  Alla festa di laurea furono generati nel bagno del ristorante molti amici del futuro figlio di Amilcare, il quale a sua volta fu generato sul sedile posteriore di una vecchia Fiat Duna.

Una vecchia passione del Nostro era collezionare involucri di protezione per strumenti d’ alta tecnologia. Comprava portatili e palmari, per poi conservarne con cura il cellophane protettivo, stando attento a non graffiarlo né a macchiarlo. Collezionava protezioni di oggetti di comunicazione, gettando via il verbo e conservando il velo che lo barricava. Egli detestava esser preso in giro dai suoi colleghi, impiegati di una segreteria universitaria (già, perché la laurea gli schiuse le porte dei concorsi pubblici) che lo issarono a mascotte dell’ ufficio. Li detestava così tanto che dalla sua postazione pc  apriva il Paint e cominciava a disegnare assurdi ghirigori in viola, premendo sul tasto del mouse con tutta la forza che aveva nel suo corpicino da unmetroesessantatrè.

Amilcare, dopotutto, viveva una vita normale e ben stirata. Fino a quel maledetto giorno della Mini, che lo investì in pieno centro, mentre si apprestava ad entrare da Expert, per prendere l’ ennesimo portatile di ultima generazione e gettarlo via. Dopo i funerali, brevi e con pochi affetti, Amilcare passò il resto della sua esistenza ultraterrena ad apparire in sogno ai suoi conoscenti, spiegando loro quanto gli mancassero e parlando del più e del meno, vivendo una stirata e normale vita ultraterrena che sapeva di naftalina.

Fu così che ebbe inizio la prosopopea di Amilcare Dentino.


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I' m talkin' about: silly tales
martedì, 18 dicembre 2007

il Culo della bottiglia.



Se il 2007 fosse un bancone da bar, io sarei il solito vecchio amico dell’ orario di chiusura, seduto sullo sgabello con l’ aria trasandata che pensa alle sue ultime avventure.

Se il 2007 fosse una bottiglia di whisky, io ci guarderei il culo, ci guarderei. Col viso deformato dal vetro e tutto il resto.

Se il 2007 fosse un assegno, sarebbe non trasferibile e senza il mio nome sopra, sicuro.

Se il 2007 fosse una puttana, sarebbe di quelle brutte e col trucco sfatto, col mascara che picchia sulla pelle rugosa, che mi sorride mostrando le fessure dei denti.

Se il 2007 fosse una giostra, io avrei fatto tutti i giri, come i bambini, e avrei fatto anche quello di stramacchio, nascondendomi nella carrozza a forma di zucca.

Se il 2007 fosse un evidenziatore usato per rileggere paragrafi, capitoli e note di due esami andati male a dicembre, sarebbe un evidenziatore consumato, di quelli che hanno fatto, nonostante tutto, il proprio lavoro e i dovuti tentativi.

Se il 2007 fosse una sigaretta, nuocerebbe gravemente alla salute.

Se il 2007 fosse una cartolina, sarebbe una di quelle sfatte e senza francobollo, senza racconto amèno dietro e senza “saluti & baci”.

Se il 2007 fosse un paio di occhi, sarebbero stanchi e con le occhiaie.

Se il 2007 fosse un libro, sarebbe “On the Road” di Kerouac. Letto in pieno Agosto alle rive del Po.

Se il 2007 fosse un bambino, sarebbe il sorriso incoraggiante di un nipote di sei anni che ha badato a te per tre mesi tre.

Se il 2007 fosse una coppia di amici, sarebbero di quelli coi quali puoi condividerci anche delle rapine.

Se il 2007 fosse un organo del corpo, sarebbe un malleolo duro a morire.

Se il 2007 fosse un amore, sarebbe un amante non corrisposto e dall’ orgoglio piegato.

Se il 2007 fosse un blog, sarebbe questo qua.

Se il 2007 fosse un genitore, avrebbe il volto provato ma ancora pieno di speranze, con uno sguardo di quelli che ti comprenderebbe per i tuoi sforzi.

Se il 2007 fosse un giocattolo, sarebbe un’ altalena di legno non autorizzato dalla CEE.

Se il 2007 fosse una canzone, sarebbe sicuramente Christmas Card From a Hooker in Minneapolis, di Tom Waits.

Se il 2007 sarebbe un pensiero confortante, sarebbe il desiderio di vivere un 2008 degno di questo nome, e senza sbagliare un congiuntivo.

Cameriere, un altro, e lascia qui la bottiglia.

 

update: aprite a pag. 56 del libro ragazzi, capitolo lennon81.


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I' m talkin' about: sputtanamenti, silly tales, hellogoodbye
lunedì, 10 dicembre 2007

Fenomenologia della tetta.


più morbida di un mars ad agosto, più turgida di un gran nocciolato Paluani essiccato, la tetta è da sempre il miglior amico dell' uomo. Niente cani. E adesso non andate a guardare le tettine al vostro cane, sennò scadiamo nel feticismo.

Benchè benvoluta dal sesso maschile, la tetta ha da sempre costituito un grosso ingombro per quello femminile (o perlomeno per quelle che possono permettersele e, credetemi, non sono molte).
Di particolare rilievo, alla luce dei nostri studi, è il problema posto dalle donne circa il movimento sussultorio delle due procaci appendici durante il footing.
Il dolce ballonzolare della tetta durante l' oretta di finta cura fisica al parco comporta evidentemente scompensi psicologici non indifferenti per le nostre amichette senza picio, ed è qui che la celebre (eheuheuhe, ma dai...) Università australiana di Wollongong ( che sembra più la città natale di Willy Wonka) si è subito prodigata a trovare una soluzione portentosa!
Grazie ai nuovi reggiseni intelligenti di Wollongong, il su e giù delle tenere compagini femminili sarà solamente un brutto ricordo, grazie alle spalline che si adatteranno ai movimenti del corpo durante la corsetta rinfrancante, evitando fastidiosi strappi muscolari, da cui la famosa frase: "mi fa male la tetta".

Nonostante i benefici approntati dal nuovo ed ingegnoso meccanismo, sono molti quelli come che rimangono un pò attapirati dall' idea di farsi una scampagnata al parco e non vedere più spettacoli armoniosi davanti agli occhi.
Presto l' Università di Curmiweinghen, in Latveria, dimostrerà come questa nuova invenzione sia deleteria al sesso maschile. Stiamo parlando di problemi gravi come soffocamento da bava, visto che non potrà più essere "prodotta" alla visione della samba della ghiandola mammaria, o defezione delle corde vocali, poichè non sapremo più fischiare dietro un paio di buone tette, con conseguente perdita anche del senso della melodia. La Musica è in pericolo.

Partendo quindi dal presupposto che proprio dal continente dei canguri venga  un' impedimento allo sballonzolamento, faccio appello al buon cuore delle donne affinchè non richiedano questo reggiseno malefico come regalo da trovare sotto l' albero di natale.

Si, ci piacciono appese quando avrete 50 anni, non preoccupatevi.

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venerdì, 07 dicembre 2007

SpleeeeeEEEEn!!!!
Sottotitolo: sderedreng.


Amici. Amici miei. E' finita. E' tutto finito. Raccogliete pure i vostri soprabiti e le vostre paillettes lustrate.
L' impero (recente) del Rock 'n' Roll smutandato ha esalato il suo ultimo, raggrinzito, accordo.
Io un sospetto sul fatto che tutto questo doping di gruppetti e gruppettini tirati a lucido (ma comunque maledetti e bohemienne, non scordiamocelo, nevvero) fosse solo opera di una grossa massificazione ( e non "ma ssiiii, Ficazione! Quella magari.), messa in atto da qualche mammasantissima del rock tipo Ozzy o Iggy Pop durante un noioso pomeriggio, adesso ne ho la conferma.
E la conferma arriva dalla voce dell' innocenza. QUESTA voce dell' innocenza.

Guardare questo simpatico pre-adolescente che schitarra alla grande con le sue pins, il suo gilet e i suoi capelli selvaggi e liberi mi ha fatto lo stesso effetto di quando da piccolo vedevo le micro machines durante i cartoni di bim bum bam.
Io da pre-asdolescente facevo conoscenza con la sega. Mica col plettro. Cioè.
Avete mai provato a farvi una sega con un plettro!?....fermi dove siete. Era per dire.
Gruppi come libertines, tinferlines, rooney, kaiser pips, kaiser kasabian, kaiser kasabians teleshambles, quello che volete insomma, dovrebbero far causa alla Hasbro. O a me, se ne hanno voglia.

Dov' è finito lo spirito rocchenrolle londinese di qualche anno fa? In uno scatolo che puoi trovare da Giocheria?
Datemi una pin e vi solleverò il mondo, sussurravano giovani rock/mods col mascara che gli scivolava via dalla faccia sudaticcia ai loro popoli, ai loro detrattori. Il festino è finito, si è scassato l' amplificatore, andiamo tutti a casa, gente! Non c' è ufficialmente più differenza tra la recente cultura (!?) rock e un pupazzetto dei pokemon. Almeno i pokemon evolvono, sta roba no.

THE MORE YOU PLAY, THE MORE A ROCKSTAR YOU CAN BE!!!


   

 

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I' m talkin' about:
mercoledì, 05 dicembre 2007

Vintage Clothes

Qualcuno mi sa dire, prima che io bestemmi in aramaico, come ceppa si fa a mettere il fuffa aggregator all' interno della colonna!?
E' bello rimettere i vecchi templates logori come vecchie adidas e scoprire di avere sempre i vecchi, soliti, problemi di ignoranza.

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I' m talkin' about:
martedì, 30 ottobre 2007

In Rainbows, We cry…


*post da sfiorare con “In Rainbows” in sottofondo

 

I tessuti cerebrali riprendono vigore attraverso gli impulsi emanati dal nuovo lavoro dei radiohead, un album dalla solarità nascosta ma pulsante, dalle vibrazioni che fanno intrecciare le idee e guizzare i nervi del corpo.

La mente vaga e si trastulla su ciò che sei, un embrione di uomo che verrà, di giochi da adulto, di primi schiaffi in faccia dalla realtà glaciale e tagliente come la lama di un coltello.

E fai questo, e fai quello, e metti un tappo nel culo delle tue passioni!!!

Questa età può essere davvero devastante, siamo come dei reduci, come dei sopravvissuti pirati in quei film futuristici a la Blade Runner, siamo ciò che eravamo, o cerchiamo di rimanerci, e non siamo quello che saremo da qui a poco.

Cerchiamo complicata semplicità nei ritagli di amori e amicizie, pretendiamo, esigiamo senza nessun pass ricevuto da nessun entourage, scaviamo con la mente nei nostri ricordi mentre con un piccolo coltellino svizzero incidiamo incerti il futuro, preoccupandoci di non intaccare l’ opera (!) d’arte.

Siamo gli amplificatori di ciascuno di noi, raccogliamo le paure degli altri, dei nostri cari e le conserviamo gelosamente, come un retaggio comune e familiare, una Grande Famiglia che resta in piedi per non sentirsi soli.

E’ l’ unione allora che ci tiene saldi e al caldo, forse è questa la nostra ultima risorsa?

Benché se ne dica, nonostante cerchino di fotterci, siamo una generazione unita e cresciuta troppo in fretta, da bravi pirati sopravvissuti.

Prodotti onirici pensanti, resi nudi e sbeffeggiati, ma mai domi, cazzo.

 

 

 

Questo blog necessita di nuova corteccia, con un vestito più semplice e meno frac grafici, è ufficiale. Perché la linfa scorre lenta dai rami, ma scorre.


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I' m talkin' about: silly tales, comfortably numb
venerdì, 19 ottobre 2007

Ma tu capisc 'e Intèrnett!???


...è il disavanzo della pazzia.
Mi collego alla mia casella hotmail oggi e leggo questa qua:
"19 Ottobre 2007
La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

"Ricardo Franco levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano
è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre.
: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia".


Adesso, mi domando e dico come possano pensare in un colpo solo di azzardare un disegno di legge così, degno de "la polizia s' incazza".
Oltre che calpestare il nostro tanto caro Art. 21 della Costituzione, si passerebbe sui piedi sulla moderna concezione della diffusione di informazione tramite rete.
Non sono certo io a dover far notare una differenza tra un sito di informazione (come molti siti di quotidiani) e un blog del piffero, dove uno può anche scrivere che stamattina ha starnutito sui korn flakes.
Per me la differenza che si va a calpestare è questa, ecco.
Qui stiamo superando davvero il limite, con l' inquietante risultato che vediamo, verso il quale non si può appellare nulla, nessun principio logico o razionale.
C'è differenza fra una testata giornalistica e un privato, no?
Allora le case dove viviamo tutti i giorni potrebbero essere dei potenziali depositi di merce, da mettere in regola, se sistemiamo le cose che abbiamo comprato al supermercato nel frigo!???

per chi volesse sollazzarsi, ecco il testo integrale del disegno di legge.
 

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I' m talkin' about: help
lunedì, 17 settembre 2007

Run For Your Life.


Corro corro corro, con la lingua a penzoloni, col sudore che mi ricorda il sapore salato dei sacrifici e della lontananza da tutto ciò che credevo essere la mia routine quotidiana, vissuta in un pigro affanno.
Corro per non rimanere dietro le mie paure e le mie ansie, in eterno movimento verso alcune decisioni che finalmente ho scelto di prendere ma che sono avverse a chi dovrebbe sostenermi più di ogni altra persona al mondo.
Corro via da quelle che credevo essere le mie sicurezze affettive, via da tutto, via per sempre, cercando giorno dopo giorno di combattere coi denti, di afferrare le spugne imbevute d' acqua lanciatemi da chi crede davvero in questa mia folle corsa.
Non ha senso non finire percorsi di vita, anche se lunghi e tortuosi, anche se c'è chi non vuole o non può più capirlo, dalle troppe delusioni.
Credere per credere, volere è potere, un potere che è democrazia dell' animo, non stupida tirannìa dell' ego.
Vicoli stretti, scarpe logore, pericoli dietro l' angolo e visioni psicotiche di quelli che saranno i prossimi mesi, imparerò a controllare tutto questo e altro ancora, non so dove e come, cristo.
Sono pochi esami, io domattina me ne vado in biblioteca, bòn.

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I' m talkin' about: help, gimme some truth, a day in the life
venerdì, 31 agosto 2007

La Vita, l' Amore e le Vacche*.


Succede.
Succede che un evento possa cambiarti la vita, farti schioccare le meningi.
Succede che passi agosto a Zibello a sgusciare salami, leggendo Kerouac nelle pause-pranzo, chiuso in una vecchia 500, rintanato nella Bassa.
Le mosche si cimentano nel farti passare il tempo per scacciarle via. Aria di Mississipi, di lambrusco e popcorn.
Succede che sei nella roccaforte di Miss Italia e in un mese non riesci ad avvicinare neanche un esemplare di sesso femminile, neanche baffuto. Che tra l' altro non è mai piaciuto, sfatiamo il mito.
Succede che certe sere sei tu e i tuoi incubi, che ti fanno compagnia come neanche un blog saprebbe fare.
Cominci a pensare su quello che hai fatto nella vita, e su quello che farai, su tutto.
Tutto e niente.
Dalla bambagia al panico in un biglietto di presunta sola andata.
Un monolocale può emettere echi come la più fastosa delle ali di un vecchio maniero, e non riesco a fuggire.
Che triste miseria, quanto mi manca la mia chitarra.


* nella foto, una Vacca.  

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I' m talkin' about: help
domenica, 08 luglio 2007

Il Costume Da Pagliaccio.


Caro signor ladro che ieri mi hai piantato la punta di un taglierino alla gola,
potresti ridarmi perlomeno il mio costume da pagliaccio?
Sai, signor ladro, rubandomi quel costume tu hai rubato la mia fantasia e la mia voglia di andare avanti con la musica.
Lo sai, signor ladro, cosa c' era in quella macchina?
Un amplifcatore sgangherato a transistor, manco valvolare, impolverito, ma comprato con i miei soldi e con il mio sudore, al quale alla fine volevo bene.
Una chitarra, manco un Rickenbacker, bensì una imitazione, comprata a Napoli con i soldi risparmiati e con l' aiuto di mia madre, unica folle che ha voluto seguirmi  in questa avventura, dicevo, caro signor ladro, una chitarra che una volta comprata portai qui a casa. Mentre la lucidavo incrociai gli occhi di sufficienza di mio padre.  Un povero diavolo che lucidava le sue fantasie, signor ladro.
Degli occhiali avuti in regalo da mio fratello, il giorno del mio diploma, che mi sono valsi i galloni ufficiali di Dan Aykroyd Dell' agro aversano per anni, e che amavo con tutto me stesso, anche se storti o consumati dagli anni che viaggiavano velocemente.
Sai da quanti raggi solari mi sono riparato con queli occhiali, signor ladro?
Tieniti la macchina, tieniti i soldi e i due cellulari, ficcateli pure nel culo se vuoi, ma ridammi queste cose, assieme ai documenti e alla mia voglia di tornare a suonare con un sorriso stampato in faccia.


E vaffanculo.

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I' m talkin' about: a day in the life
mercoledì, 27 giugno 2007

Prepensionamento Vaginale!


Siamo alle soglie del 2000.
No, so che non è massimo dell' originalità, come inizio di un post, ma dedico questa frasetta a tutti  i ragazzi che in questo momento stanno sostenendo l' esame di maturità, e "siamo alle soglie del 2000" era il massimo della moda, come inizio di un tema, ai miei tempi.

Dall' inizio della specie umana l' uomo si è sempre affannato per un' unica, faticante, corsa: la Corsa al Triangolo Divino.
Senza scomodare Indiana Jones e cricca varia, non stiamo a parlare di antichi manoscritti a forma di triangolo o magici contenitori trilateri contenenti pozioni magiche.
Parliamo della Vagina.
Da sempre  il maschio è alla continua ricerca del triangolo perfetto, adottando per esso vari piani  e soluzioni strategiche.
Così cominciano improvvisi interessi per cose che mai l' uomo aveva sognato di provare.
D' improvviso quindi ecco poco credibili giocatori di squash, esuberanti praticanti di spinning, dotti intenditori di musica neomelodica/sperimentale e/o indie rock tendente al retrò.
Gli spazi cominciano a comprimersi, il tempo per le altre cose va a farsi friggere, e master dopo master il più delle volte, con fatica, si riesce a raggiungere il desiderato obiettivo.
Ma la fatica, in questi giorni afosi e in questi tempi duri, fa la differenza.
Quindi mi ritiro.
Come un novello Van Basten, chiudo qui la mia carriera, nel fiore degli anni, per essere ricordato ai massimi livelli.
Il sudore e la fatica mentale di concepire arguti marchingegni per la Magica Rincorsa non mi si confà più,  dico basta a messaggini, appuntamenti improbabili e comici, soldi spesi che non torneranno più.
Potrei dare tutti i soldi conservati da questa scelta ai bambini del Darfur.
Ma li spenderò in cd, già lo so.
Scelgo la via della purezza astratta, e della frittata di maccheroni, birra e rutto libero davanti alla Copa America su Sport Italia.
Amen. 

 
     

lennon81 ha sotterrato un pony alle ore 20:03 | link | everybody' s got some commenti (10) to hide...
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I' m talkin' about: sputtanamenti, silly tales

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